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Politiche di genere e pari opportunità «È UNA LEGGE VERA perché si incardina nella legge già approvata sul sistema integrato dei servizi sociali per il benessere degli uomini e delle donne pugliesi». In calce alle “Norme per le Politiche di Genere e i Servizi di conciliazione vita/lavoro in Puglia”, approvate dal Consiglio regionale, suggestivamente, l’8 marzo, l’assessore Elena Gentile allunga il filo tessuto con i tanto discussi provvedimenti sulla(e) famiglia(e) contenuti nella Legge regionale n. 9/2006. Il potere legislativo regionale si dilata a colmare le intermittenze della legislazione nazionale. E lo fa su una materia, quella della parità uomo/donna, esposta al rischio della retorica. «Non è una legge manifesto», ha detto la Gentile. E così è stata pensata, la legge pugliese: con norme sulla riorganizzazione dello spazio e del tempo nelle città che sfociano addirittura in Piani Territoriali degli Orari. L’ambizione più alta è forse proprio quella di cambiare le città, riorganizzandole per due, “noi e le donne”, parafrasando le parole usate da Nichi Vendola a conclusione del dibattito sul ddl Gentile. Sono gli stessi spunti che, nelle riflessioni del Dossier, sono ritenuti prevalenti in un tema al quale l’Unione europea ha dedicato il 2007. articoli di
Marilù Galdieri, Daniela Eronia, Colomba Mongiello, |
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