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Cinema in Puglia, cinema di Puglia: IL “CAMERACRANE” È UNA TECNICA DI RIPRESA CINEMATOGRAFICA che serve a fare panoramiche fluide. È un po’ quello che questo Dossier di Sudest tenta di fare sui fermenti dell’industria e della cultura cinematografica pugliese, raccogliendo l’entusiasmo suscitato dall’istituzione dell’Apulia Film Commission, presentata sul proscenio internazionale della 64ma edizione del Festival del Cinema di Venezia. Forse l’aneddoto riportato da Ferruccio Castronuovo, un amico personale di Federico Fellini, per il quale ha girato numerosi back-stage dei suoi film, in possesso di interviste inedite e molto altro materiale documentario su Fellini, che da anni sta tentando di restaurare e di trasformare in un film, spiega meglio quali aspettative siano sollecitate da questo presidio culturale nato sotto l’egida della Regione Puglia. Si tratta, col pretesto del marketing territoriale e del sostegno agli autori pugliesi, di creare promiscuità feconde con i protagonisti più celebrati della settima arte, qualsiasi mestiere essi facciano. Di disegnare i confini di una “zona franca“ dove realizzare lo scambio tra culture diverse e nuove che, nel cinema, trovano i segni di un linguaggio che comunica. Effettivamente, come hanno detto e spiegano in queste pagine Nichi Vendola, Silvia Godelli e Oscar Iarussi, si tratta di svelare un pezzo dell’identità pugliese.
Articoli di Franco Mastroluca, Silvia Godelli, Mara
Mundi, Ferruccio Castronuovo, |
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